Alla fine dell'800, il matematico tedesco
Georg Cantor mostrò in
due modi diversi che i
numeri reali (cioè i numeri corrispondenti ai punti di una retta) non possono essere "contati" (o
enumerati) utilizzando i
numeri naturali (cioè 1,2,3 e così via), cioè che non è possibile stabilire una
corrispondenza biunivoca tra l'insieme
N dei numeri naturali e l'insieme
R dei numeri reali. Dal momento che
N è contenuto in
R, da ciò segue che
R ha "più elementi" di
N; trattandosi in entrambi i casi di insiemi infiniti, ciò implica l'esistenza di una "gerarchia" degli infiniti. Per studiare queste problematiche, Cantor introdusse la nozione di
cardinalità: l'insieme
R ha cardinalità maggiore rispetto a
N. Immediatamente sorse spontanea una domanda: esistono cardinalità intermedie, esistono cioè sottoinsiemi di
R che non possono essere contati utilizzando
N e che a loro volta non permettono di contare
R? Cantor credeva di no, e tale supposizione divenne nota come
l'ipotesi del continuo.
La questione si rivelò talmente stuzzicante da essere inserita al primo posto da
David Hilbert nell'elenco di
23 problemi che avrebbero dovuto plasmare la matematica del XX secolo (e in parte lo fecero davvero), stilata in occasione del II
Congresso di Matematica di Parigi all'alba del nuovo secolo.
Il primo contributo importante giunse nel 1939 dal logico austriaco
Kurt Gödel, il quale mostrò che l'ipotesi di Cantor non può essere
confutata utilizzando le regole in uso per la definizione degli insiemi numerici (il
sistema di Zermelo-Fraenkel provvisto dell'
assioma della scelta). Qualche anno dopo
Paul Cohen mostrò che tali regole non possono essere usate nemmeno per
dimostrare tale ipotesi. Si tratta quindi di un enunciato
indipendente dal sistema assiomatico in uso: supporre vera oppure falsa l'ipotesi del continuo non avrebbe generato alcuna contraddizione.

All'ipotesi del continuo, e più in generale alla nozione di infinito in matematica, è dedicato il fumetto
Gottinga dell'autore italiano Davide Osenda, presentato al
Festival della Matematica di Roma 2008. La storia si compone di 48 tavole ben illustrate in cui viene narrata l'ultima lezione tenuta all'Università di Gottinga da un professore di origini ebraiche, proprio mentre la furia antisemita (che avrebbe poi annichilito l'intera matematica tedesca) si sta abbattendo sulla città. Non dirò molto di più dato che il fumetto (che non ha ancora trovato un editore) è scaricabile liberamente (con licenza
Creative Commons e in bassa risoluzione, ma perfettamente leggibile) dal
blog di Andrea Plazzi (un noto esperto di cultura fumettistica).
Nel corso della narrazione al lettore vengono servite, in una forma accattivante e competente, alcune delle idee più affascinanti della storia della matematica, quali il metodo della
diagonale o il paradosso dell'
Hotel Hilbert (raffigurato nella tavola qui riprodotta), un immaginario albergo dotato di infinite stanze dove un ospite troverà sempre posto. Quest'ultimo, tra l'altro, è il tema di un racconto di SF di
Stanislaw Lem,
L'hotel straordinario, o il milleunesimo viaggio di Ion il Tranquillo, reperibile nell'antologia
Racconti matematici (edita da Einaudi).