lunedì 29 giugno 2026

Scacchi, petrolio e aragoste

 


Chi di noi non ha mai letto Topolino? E chi di noi non ha imparato almeno qualcosina leggendolo (tipo che cos'è il princisbecco, nel mio caso)? E chi non confonde ancora Archimede con Pitagora (per colpa della bizzarra scelta del nome italiano per il personaggio di Gyro Gearloose, il geniale pollo antropomorfo inventato da Carl Barks nel 1952)? A me è capitato alcuni mesi fa, davanti ai genitori di una mia classe (poi, con delicatezza, sono stato corretto dall'insegnante di musica).

Su Topolino 1068 (uscito in edicola il 16 maggio del 1976), uscì la storia Zio Paperone e l'insegnamento di Sissa, (ottimamente) disegnata da Guido Scala, in cui lo sceneggiatore Gian Giacomo Dalmasso utilizzò come espediente narrativo la "leggenda degli scacchi" per costruire un racconto decisamente godibile nella sua sconclusionatezza, in cui il "raddoppio" già citato da Dante nel Paradiso (Canto XXVIII, vv. 91-93) viene dapprima spiegato dai (sempre saccenti) nipotini e poi sfruttato a vantaggio dapprima di Paperino (che comunque finirà per essere, come sempre, gabbato) e soprattutto dal facoltoso zione. Un fumetto d'altri tempi, istruttivo e scritto con un italiano decisamente aulico per gli standard odierni (non so in quanti, tra i miei allievi liceali, comprenderebbero senza ricorrere al cellulare vocaboli come "vilipendio", "ubertoso", "mercede" o "malnato"). Tra l'altro, in una vignetta Dalmasso fa uso anche del termine "fantastiliardo", a quanto pare una sua invenzione.

Qualcosa però nel racconto non quadra: a detta dei nipotini, il numero complessivo di chicchi di riso sulla scacchiera ammonterebbe a 

$$18\,452\,648\,916\,001\,461\,572$$

(18 trilioni e un po'); il numero corretto è invece 

$$\sum_{k=0}^{63}2^k = 1+2+4+\ldots+2^{63} = 2^{64}-1 =18\,446\,744\,073\,709\,551\,615$$

(la somma dei primi 64 termini di una progressione geometrica di primo termine $1$ e ragione $2$). L'ordine di grandezza, comunque, è corretto, e immagino che nel 1976 una precisione fino all'unità per un numero così imponente non sarebbe stata per niente scontata.

domenica 14 giugno 2026

A casa della scienziata santa

 


A Montevecchia, affascinante villaggio posto su una collina che si affaccia da un lato sul capoluogo meneghino (di cui si distinguono abbastanza chiaramente, nonostante la foschia, gli edifici più imponenti) e dall'altro sul parco del Curone (con le sue misteriose (?) piramidi), ai piedi della scalinata che conduce al santuario della Beata Vergine del Carmelo, sorge la vetusta villa Agnesi Albertoni, dove "giovinetta e ottuagenaria allietò nella pace la sua vita umile e grande" Maria Gaetana Agnesi, come recita la targa posta davanti alla cancellata. 
Ci siamo imbattuti nella targa per puro caso, a dire il vero, alla ricerca di un luogo per un aperitivo tranquillo, dopo l'escursione circolare nel parco (compresa l'ascesa a due delle "piramidi"). Una bella scoperta.

sabato 25 aprile 2026

Otis King

 


Otis Carter Formby King (1876-1944) fu un ingegnere britannico, noto per aver prodotto una versione cilindrica del regolo logaritmico. Essenzialmente, arrotolò su sé stesso oltre un metro e mezzo di regolo, in modo tale da ottenerne in forma compatta una versione più precisa. La sua invenzione fu commercializzata per una cinquantina d'anni, tra gli anni '20 e gli anni '70.

Ovviamente, dopo averne visto un esemplare in mano a un collega (grazie Renzo, e bentornato!), non ho potuto fare a meno di procurarmene uno a mia volta (un modello "K", in realtà non mi è costato molto), da aggiungere alla mia piccola collezione di curiosità matematiche...



mercoledì 22 aprile 2026

Letture...

 


Le mie letture matematiche si sono un po' diradate. Non saprei nemmeno dire perché. Dall'estate scorsa ho impilato sulla scrivania, accanto al mio vetusto iMac, i libri di cui avrei voluto parlare qui. Di alcuni, a dire il vero, ricordo pochino. Comunque, eccoli.

  • La seconda prova, di Pietro Minto. Ne ho già parlato, fin troppo.
  • Mappematica. Come navigare il mondo attraverso i numeri, di Paulina Rowinska. Matematica e geografia: un connubio certamente stuzzicante. Il libro mi ha certamente reso più simpatico un campo dello scibile a cui, forse anche grazie a un insegnante liceale non proprio impeccabile, non avevo mai prestato particolare interesse. Ma non mi ricordo granché del suo contenuto, e non so se questo è un buon segno.
  • Quando il futuro sarà storia. Una raccolta di lezioni e conferenze di J. Robert Oppenheimer uscita in un momento in cui, grazie alla grandiosa pellicola diretta da Christopher Nolan, anche una raccolta di liste della spesa del fisico americano avrebbe avuto il suo mercato.
  • Euler's pioneering equation, di Robin Wilson. I primi cinque capitoli sono dedicati rispettivamente a 1, 0, pi greco, e, i. E l'ultimo alla straceleberrima equazione che li lega. Un bel libretto, non c'è che dire.
  • Mathematicians don't work with numbers, di Richard Poulo. Tanti brevi capitoli dedicati a un sacco di argomenti, tutti ipersemplificati, per cercare di mostrare ad un pubblico più vasto possibile di che cosa si occupa il matematico. Tentativo senz'altro encomiabile, ma... ho cercato di immedesimarmi nel lettore che non conosce già quasi tutto, ricavandone l'impressione che non ci avrei capito quasi nulla. E comunque sì, i matematici di regola non lavorano con i numeri (al limite sui numeri); provare per credere (tipo al momento di splittare il conto al ristorante...).
  • Nel segno di Thot, di Alessandro Magrini. Dedicato alla storia dei simboli che rappresentano i numeri. Ho letto con particolare interesse il capitolo dedicato a Gerberto D'Aurillac, di cui, a parte il fatto che è stato papa a cavallo tra il I e il II millennio, non sapevo quasi nulla.
  • Dottor No, di Percival Everett. Premio Pulitzer 2025 per James (una rilettura dal punto di vista di Jim dell'Huckleberry Finn di Mark Twain, che mi sto preparando a leggere), si tratta di un divertissement in cui un miliardario un po' alla Elon Musk si dà da fare per trasformarsi in un cattivo bondiano (alla Dr. No, appunto), ingaggiando un logico esperto del "nulla" per rubare il "nulla" custodito nel caveau di Fort Knox. A rendere un po' difficoltosa la lettura è l'intraducibilità di alcuni giochi di parole basate sul termine nothing, che nell'originale rendono più ambiguo il significato di alcune espressioni. Le citazioni matematiche, anche abbastanza raffinate, abbondano, a partire del nome di una delle protagoniste, Eigen Vector ("eigenvector" è un termine tedesco che per qualche motivo è stato adottato dalla lingua inglese; letteralmente significa "vettore proprio", anche se in italiano l'espressione corretta dovrebbe essere autovettore).
  • Paura della matematica, di Peter Cameron. Il titolo è ripreso da uno dei racconti che compongono questa breve antologia, imperniato sul rapporto tra una studentessa in procinto di iscriversi ad un MBA allo Columbia, la sua famiglia e il professore che le dà ripetizioni di matematica. Di Cameron ho appena letto anche l'inquietante Cose che succedono la notte, di cui Martin Scorsese sta girando un adattamento per Netflix.