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martedì 30 dicembre 2025

Fuori Londra (1)

Stavolta mi sono avventurato anche un po' al di fuori della cintura urbana londinese. Nonostante un tentativo di sabotaggio da parte delle ferrovie britanniche (che hanno prolungato di un paio d'ore un tragitto di una quarantina di minuti, tra guasti e fermate soppresse) sono riuscito a raggiungere Bletchley Park, alla periferia di Milton Keynes, luogo semimitico che ho citato innumerevoli volte a lezione. È proprio qui che, nel corso del secondo conflitto mondiale, agirono alcuni tra i più famosi crittologi di sempre, il cui contributo fu fondamentale per le sorti della guerra. Si tratta di un'attrazione turistica decisamente popolare (c'era un sacco di gente), molto curata e didatticamente notevole. Devo dire che il pensiero di trovarmi negli stessi ambienti in cui ticchettavano le bombe, e in cui Alan Turing, Gordon Welchman e i loro compagni lavoravano freneticamente nel tentativo di anticipare e prevenire gli attacchi nazisti, un po' di brividi me li ha scatenati. Tra l'altro, il museo contiene, accanto a una statua commemorativa di Turing, una vasta collezione di macchine Enigma


 

venerdì 15 luglio 2022

Qualcuno me lo spiega?

Dal mio iPhone è sbucato questo maldestro quartetto di scatti rubati, se ben ricordo, al Kunstmuseum di Basilea qualche anno fa. Concernono due opere dell'artista belga Georges Vantongerloo (1886-1965), il quale, apparentemente, a un certo punto della sua carriera fu folgorato dal fascino della matematica. Ho visto qualcosa di suo anche a Lisbona, qualche mese fa, al Museu Coleção Berardo (interessante ma poco conosciuto, a due passi dallo stupendo Mosteiro dos Jeronimos). Fatico un po' a comprendere il rapporto tra i titoli delle opere, che parrebbero codificarle nel gergo matematico, e le opere stesse: ad esempio, per quanto riguarda la prima delle due opere, che c'entra il polinomio $2x^3-13.5x^2+21x$? Nella seconda, forse, il titolo $L^2=S$ allude semplicemente alla forma quadrata? Boh?
A questo link si trova un abbozzo di spiegazione di un'altra opera, esposta alla Tate (non ricordo, ma probabilmente l'avrò vista qualche anno fa); le cifre nel titolo indicano essenzialmente le distanze tra le barre verticali.