Il sito di Scientific American segnala un singolare articolo apparso su Significance, periodico della Royal Statistical Society e dell'American Statistical Society. Intitolato Robbing banks: Crime does pay – but not very much, il breve saggio illustra, sulla base di dati statistici confidenziali, come il mestiere di rapinatore di banche in fondo non sia molto redditizio: analizzando con criteri economici gli esiti di 364 rapine effettuate nel Regno Unito sull'arco di tre anni, i tre autori (Barry Reilly, Neil Rickman e Robert Witt) giungono alla conclusione che un "colpo" riuscito garantisce al rapinatore un guadagno netto medio di circa 12000 sterline, appena sufficiente per tirare avanti sei mesi senza tante pretese. Inoltre, dal momento che la probabilità di non venir catturati è pari all'incirca a 0.8, a partire dal quarto "raid" la probabilità di restare in libertà scende sotto la soglia di 0.5. In altre parole: per un rapinatore di carriera, dopo un paio d'anni è più probabile trovarsi al fresco che restare in libertà.
venerdì 22 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
... aver le corna con i decimali
Qualcuno ricorderà Pippo Franco (nome d'arte di Franco Pippo) per un certo tipo di commedie anni '70 (oggi considerate quasi di culto), oppure per la sua partecipazione, qualche lustro più tardi, agli inguardabili spettacolini bagaglinari. A qualcun altro, forse, torneranno invece in mente i leggendari motivetti che, negli anni '80, l'avevano reso celebre come interprete di canzoni per bambini. Ma Pippo Franco fu anche un (misconosciuto) precursore del genere demenzial-musicale, con album quali Bededè o Cara Kiri. Proprio in quest'ultimo, del 1971, è contenuto il brano La statistica in cui il comico (forse ispirato dal più illustre Trilussa) ironizza a modo suo sull'uso e sull'abuso dei numeri. Eccolo qua, direttamente da YouTube:
domenica 10 giugno 2012
Matematica da passeggio?
Non ho potuto fare a meno di notare in libreria, visti gli sgargianti colori della copertina, il volumetto dal curioso (e un po' arbitrario) titolo Non si può dividere per zero, prima uscita della nuova collana Incroci dell'editore Bollati Boringhieri. L'autore è il matematico e giornalista sportivo argentino Adrián Paenza, molto noto in Sudamerica per i suoi libri e per la sua attività di divulgazione anche in ambito televisivo. Vista l'estrema eterogeneità, risulta abbastanza difficile descrivere in poche righe i contenuti del libro: il capitolo Numeri propone ad esempio l'Hotel di Hilbert, il problema di Collatz, l'irrazionalità della radice di 2 e il gioco delle tavole binarie, alla voce Personaggi incontriamo, fra gli altri, Pitagora, Poincaré, Fleming, Churchill e Turing, al capitolo Problemi ci confrontiamo da un lato con un classico della matematica divulgativa come il dilemma di Monty Hall, dall'altro con alcuni popolari quesiti (i tre amici che pagano un conto, i tre interruttori). L'ultimo capitolo, Riflessioni e curiosità, propone poi un guazzabuglio di, appunto, brevi riflessioni sull'essenza della matematica o sul modo in cui deve essere insegnata (queste ultime, ahimè, banali e scontate) e curiosità di vario genere, come il teorema dei quattro colori o l'origine della tastiera QWERTY. Tutto sommato, un libro abbastanza divertente (che, nella prima edizione italiana, contiene però qualche errore di troppo).
Tra l'altro, per chi mastica un po' di spagnolo, le opere di Paenza sono scaricabili per uso personale a questo indirizzo.
mercoledì 30 maggio 2012
Grafi metropolitani
Uno degli esempi più sfruttati nell'ambito della teoria dei grafi è quello delle metropolitane, dove in effetti la distanza tra i nodi (le stazioni) assume un'importanza secondaria rispetto alla configurazione degli archi (i tratti di linea che le collegano). In altre parole, dove l'aspetto puramente topologico è preponderante rispetto a quello metrico. Mostrando come sempre un occhio di riguardo per le applicazioni curiose della matematica, il popolare blogger Cory Doctorow segnala a tal proposito l'articolo A long-time limit for world subway networks, apparso recentemente su Interface, una pubblicazione online della Royal Society (ripreso, tra l'altro, anche da Wired e dalla BBC). Comparando le caratteristiche di 14 grandi sistemi di metropolitane, gli autori dell'articolo giungono alla conclusione che tali reti tendono a convergere verso una struttura con caratteristiche geometriche e topologiche comuni, indipendentemente dalla situazione sociale e geopolitica in cui esse si stanno sviluppando. Chissà, forse dietro a questo comportamento vi è qualche principio fondamentale: sarebbe interessante studiarlo anche su altri tipi di reti (strade, telecomunicazioni oppure, perché no, formicai).
lunedì 21 maggio 2012
Non solo conigli
Trae un po' in inganno la copertina (italiana) del saggio di Keith Devlin I numeri magici di Fibonacci, uscito recentemente da Rizzoli. In effetti il titolo e la grafica farebbero pensare ad un'ennesima trattazione del celeberrimo "problema dei conigli" e della sua relazione con la sezione aurea, e quindi con il Partenone, l'uomo di Vitruvio, il Nautilus e le pigne. E invece no: i "numeri magici" del titolo non sono i soliti 1, 1, 2, 3, 5, 8 e così via, bensì le cifre arabe che il matematico-mercante pisano Leonardo Bigollo (1170-1250 circa) contribuì in modo decisivo a divulgare per mezzo del suo Liber abbaci (o abaci), concepito per diffondere in ambito mercantile l'utilizzo del sistema numerico posizionale che aveva appreso nel corso dei suoi viaggi in oriente. Devlin ci propone quindi da un lato un viaggio all'interno dell'opera stessa, mettendo in evidenza le doti di divulgatore di Fibonacci e il suo interesse non solo pragmatico per la matematica, dall'altro una riflessione sulle sue fonti, sulla sua genesi e sull'impatto che essa ha avuto sulla cultura scientifica occidentale, senza dimenticare le poche informazioni biografiche disponibili sull'autore.
Tra l'altro, il Liber Abbaci, in una sua riedizione ottocentesca, è consultabile qui.
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