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domenica 27 maggio 2018

Sherlock Euler

Die Gleichung des Lebens ("L'equazione della vita") è il quarto romanzo del giornalista, scrittore e sceneggiatore tedesco Norman Ohler. Ambientato durante la bonifica delle paludi dell'Oderbruch, attualmente al confine tra Germania e Polonia, mette in scena nientepopodimeno che Leonhard Euler, incaricato dal re prussiano Federico il Grande di effettuare una serie di rilievi e di calcoli che avrebbero dovuto accelerare lo svolgimento dei lavori. Al suo arrivo, il matematico viene suo malgrado coinvolto nell'indagine per l'omicidio di uno dei responsabili del progetto, [spoiler alert!] rischiando a sua volta la vita a due riprese. Il romanzo, abbastanza avvincente, ha la sua forza nelle ambientazioni, tra le corti di Berlino e Potsdam e un mondo ancora intriso (oltre che d'acqua) di superstizioni antiche, fieramente attaccato alle sue tradizioni e ai privilegi legati alla pesca, attività destinata a scomparire assieme alle anse del fiume e agli acquitrini, e flagellato dalla malaria che [spoiler alert!] nel romanzo assume il ruolo di vera e propria arma biologica.
Un bel romanzo, che sarebbe interessante veder tradotto in italiano (anche perché, visto il mio tedesco imperfetto, ho un po' faticato a districarmi tra le dettagliate descrizioni di Ohler della flora e della fauna del Bruch).

sabato 4 giugno 2016

Psicomatematica

Ho appena terminato di leggere L'uomo che credeva di essere Riemann, singolare incontro romanzato tra matematica e psicanalisi uscito un paio d'anni fa dalla penna di Stefania Piazzino. La trama è presto riassunta: un matematico di fama mondiale, apparentemente scosso dalla notizia della dimostrazione della celebre congettura di Riemann, improvvisamente assume, in modo lucido e consapevole, l'identità del matematico tedesco. Ad occuparsi del caso viene chiamato un celebre psichiatra, che intreccia con lo studioso un rapporto di amicizia e che riuscirà infine, con la collaborazione di un giovane aspirante matematico, a farne riemergere la personalità. A fare da contorno alla vicenda l'autrice imbastisce una (maldestra) spy-story, a base di loschi individui che cercano di sfruttare il talento del protagonista per scardinare la sicurezza delle reti informatiche (trovata poco verosimile, che stiracchia la suspension of disbelief del lettore-matematico oltre il punto di rottura (a meno che la dimostrazione della Congettura non contenga anche un algoritmo veloce per fattorizzare gli interi)). Di matematica nel libro non ce n'è molta (anzi, non ce n'è del tutto), ma oltre agli accenni alla biografia di Riemann l'autrice dissemina qua e là alcuni celebri aneddoti della storia della disciplina (il calcolo dell'orbita di Cerere da parte di Gauss, l'incontro tra Hardy e Ramanujan, la prigionia di André Weil, il teorema dei quattro colori).
Tutto sommato una lettura gradevole. Il libro, vista anche la sua brevità, si legge tutto d'un fiato, anche se, a dire il vero, la suspense promessa nella quarta di copertina risulta essere del tutto assente...


giovedì 29 ottobre 2015

Lisbeth is back

Sto leggendo Quello che non uccide, quarto volume della Saga di Millennium. Lo sto leggendo ma non so se e quando lo terminerò, dal momento che alla copia che ho acquistato mancano una trentina di pagine (grrrr!). Il libro, ovviamente, non è opera di Stieg Larsson, ma di David Lagercrantz (autore della, ehm, fondamentale biografia di Zlatan Ibrahimovic). In rete ha molti detrattori, ma più che altro "perché non è Larsson"; personalmente, trovo il romanzo all'altezza dei primi tre. Se di "altezza" si può parlare: è un polpettone americaneggiante (stavolta, tra l'altro, il prode Mikael Blomkvist deve vedersela nientepopodimeno che con la NSA), lontano anni luce dai capolavori del giallo nordico, (tipo Sjöwall/Walhöö, per intenderci), avvincenti, coerenti e socialmente impegnati.  
La coprotagonista, l'enigmatica Lisbeth Salander, è nuovamente caratterizzata come una sorta di prodigio autodidatta della matematica. Anzi: Lagercrantz calca parecchio la mano su questo aspetto (per il disappunto di qualche lettore), tirando in ballo i numeri primi, le  curve ellittiche e il criptosistema RSA. E cita esplicitamente un articolo del 1992 del grande Enrico Bombieri (ho già menzionato che per due volte ho avuto il piacere di cenare con lui?), Prime Territory, che a sua volta, citando Oliver Sacks, ha forse fornito l'ispirazione a Lagercrantz per il personaggio del piccolo August (ma quello del savant è un cliché piuttosto praticato e scontato). Le curve ellittiche (da non confondere con le più banali ellissi), seppur nei limiti della limitata comprensione che di esse ha l'autore, assurgono quasi al ruolo di coprotagoniste del romanzo: per il matematico non si tratta certo di una sorpresa, vista l'importanza che riveste la loro teoria, specialmente in ambito algebro-aritmetico e gemetrico. Noto tra l'altro che in questo blog se n'è mai parlato. Rimedierò. Nel frattempo, il lettore interessato potrebbe dare un'occhiata qui.