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martedì 5 agosto 2025

Oslo

Ho visitato Oslo, la scorsa settimana. Bella città, moderna, ricca d'arte, cultura e storia. E tutt'altro che nordica per quanto riguarda il clima, tra l'altro. Oslo è la città del Premio Nobel per la Pace, celebrato il 10 dicembre di ogni anno nell'imponente Aula decorata da Edvard Munch. Ma, come sanno i cultori della matematica, nella stessa imponente cornice, dal 2001 viene attribuito anche il premio Abel, il cui prestigio rivaleggia con quello della Medaglia Fields (che però è riservata ai matematici "giovani"). Pensato come una sorta di riconoscimento alla carriera, esso è stato attribuito a molti "semidei" della matematica (primo fra tutti, nel 2001, al leggendario Jean-Pierre Serre, ma anche a Sir Andrew Wiles, che avrebbe stra-stra-meritato la medaglia Fields ma non la vinse solo per raggiunti limiti d'età). 
La cerimonia di consegna del premio è preceduta, ogni anno, dalla deposizione di una corona di fiori ai piedi del monumento a Niels Abel, collocato nel parco del castello e realizzato dal più noto scultore norvegese, Gustav Vigeland (autore anche della medaglia attribuita ai Nobel per la pace). Non ho potuto non scattargli qualche fotografia, così come non ho potuto non recarmi al parco Frogner, per ammirare l'imponente installazione di opere scultoree sempre di Vigeland (si tratta della più popolare attrazione turistica norvegese).
Al monumento di Vigeland (e anche all'impressione negativa che fece su Felix Klein) è dedicato un breve articolo di Guy Waldo Donnington apparso sul National Mathematics Magazine nel 1936. Si tratta della seconda parte della cronaca del decimo Congresso Internazionale di Matematica, l'ultimo prima del secondo conflitto mondiale, tenutosi proprio a Oslo, in un clima che, tra defezioni sovietiche e esclusioni italiane,  già lasciava intravedere lo sfacelo incombente (il congresso successivo, previsto per il 1940, si tenne a Cambridge ben 14 anni più tardi). Interessante è anche la prima parte del reportage, che racconta il congresso vero e proprio, con l'inaugurazione di un busto dedicato a un altro Grande della matematica nato in Norvegia, Sophus Lie, e un evento che si potrebbe definire epocale, cioè il conferimento, che ebbe luogo proprio a Oslo, delle prime Medaglie Fields, a Lars Ahlfors (di cui ricordo di aver apprezzato, da studente all'ETH, la monografia Complex Analysis) e Jesse Douglas (per la risoluzione del problema di Plateau).

domenica 31 marzo 2013

Cédorak go!

Come vive un matematico "al fronte"? Come nasce un risultato "da medaglia Fields"? E quali emozioni si provano nel vincerla? A queste domande cerca di rispondere Cédric Villani nel suo Théorème vivant (di recente uscita anche in Italia, da Rizzoli). Con uno stile sincopato e informale, quasi da "blog cartaceo", la giovane étoile della matematica transalpina ci conduce attraverso i momenti salienti della sua ascesa definitiva all'olimpo della matematica, culminata con il trionfo all'ICM 2010 di Hyderabad, tra frustrazioni e momenti esaltanti, vita famigliare, musica, manga e anime, viaggi attorno al mondo ed incontri con personaggi straordinari (uno su tutti: John Nash), inframmezzati da accenni molto tecnici ai progressi sullo smorzamento di Landau non-lineare compiuti dall'autore con il suo collaboratore e allievo Clément Mouhot. Non si tratta, comunque, di un libro di divulgazione: la matematica descritta è talmente specializzata da risultare indigesta tanto al profano quanto al matematico "generalista", o almeno non così vicino al campo delle derivate parziali (come il sottoscritto, ex "onesto lavoratore" della geometria algebrica). Consigliato, quindi, a chi voglia gettare uno sguardo "dietro le quinte" della matematica contemporanea.



martedì 2 agosto 2011

Non vincerò la medaglia Fields

Non esiste un premio Nobel per la matematica. Probabilmente, il chimico Alfred Nobel non aveva molto interesse per la materia, e non la considerava fondamentale per il progresso dell'umanità (esistono teorie più curiose in merito, che hanno però il valore di mere leggende metropolitane). Un paio di premi hanno però assunto di fatto il ruolo di "Nobel della Matematica": innanzitutto la medaglia Fields, assegnata ogni quattro anni in occasione del Congresso Internazionale di Matematica (ICM), e, da qualche anno, il premio Abel (che, nome a parte, più si avvicina in spirito al Nobel). 
A contraddistinguere la medaglia Fields vi è il fatto che essa può essere assegnata, per regolamento, soltanto a ricercatori di età inferiore ai quarant'anni. Per tale motivo, a partire da oggi il mio sogno di vincerla (si fa per dire...) sfuma; anche se dovessi ricominciare a dedicarmi attivamente alla matematica, dimostrando magari la congettura di Riemann, i miei sforzi non potrebbero essere premiati con il prestigioso riconoscimento.
Vabbé, sarei in buona compagnia: tale sorte è toccata, fra gli altri, anche a Andrew Wiles...