A distanza di qualche anno, ho letto anche la seconda avventura del matematico/detective Don Brodsky, creato dal matematico/scrittore statunitense Erik Rosenthal. Se il primo libro, tutto sommato, qualche punto positivo l'aveva, qui non ci siamo proprio. L'autore intreccia, in un modo piuttosto maldestro, due trame: in quella principale, Brodsky indaga sull'omicidio di un collega avvenuto durante un congresso di matematica (sulla teoria degli operatori e sulle algebre C*, per la precisione); la trama secondaria, invece, lo vede impegnato nella ricerca di una ex attricetta per conto della figlia. Scontato, noioso, inefficace: sono solo alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente per definire il romanzo. L'unico punto a suo favore, forse, è la descrizione, da insider, di alcune dinamiche che si instaurano all'interno del mondo accademico, tra professori più o meno influenti e prestigiosi e ricercatori di belle (o meno belle) speranze.
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sabato 3 settembre 2016
venerdì 27 aprile 2012
Omicidi analitici
Nel saggio Numeri immaginari Emmer dedica un paio di paginette alla recensione del romanzo The Calculus of Murder, del matematico statunitense Erik Rosenthal. Incuriosito, me ne sono procurato una copia (il libro non è di facile reperibilità; credo ne esista anche un'edizione italiana), che ho appena terminato di leggere. Si tratta di un mystery senza tante pretese, dallo sviluppo abbastanza scontato, con protagonista un insegnante-ricercatore e detective part-time che, più o meno, mette in campo le sue competenze matematiche nella risoluzione dei casi affidatigli. Più o meno, perché la matematica presente nel romanzo è abbastanza estranea alla trama (tranne un breve passaggio dove una semplice equazione differenziale viene utilizzata per modellare l'assorbimento di una sostanza da parte dell'organismo). A dire il vero, le parti del romanzo che più mi hanno convinto sono le descrizioni dell'attività didattica del protagonista, dalla scelta di esempi appropriati ai rapporti non sempre idilliaci con il corpo studentesco (con l'immancabile babbeo che corregge le prove scritte a posteriori... è capitato anche a me, e un paio di volte ci sono anche cascato...). Si tratta insomma di un romanzetto gradevole, ma non certo di un must, nemmeno per gli appassionati di fiction a sfondo matematico.
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